Ogni volta che qualcosa ci va male non sappiamo mai con certezza se è per colpa della sfiga o di un calcolo sbagliato. Il dilemma dei dilemmi se lo starà ponendo il povero Erik Huseklepp. All'attaccante norvegese da un po' di tempo non gliene va bene una. Ma andiamo con ordine.
Proprio ieri l'As Bari ha finalmente pagato gli emolumenti relativi al trimestre aprile-maggio-giugno 2011: insomma, il buon Erik ha dovuto aspettare quasi un anno per avere i soldi per tutto il sudore speso con la maglia del Bari "scandaloso" dell'anno scorso. E chi si dimentica il penoso braccio di ferro tra la dirigenza biancorossa e quella del Brann (squadra da cui Angelozzi aveva prelevato il giocatore), che accampava la bizzarra pretesa di farsi pagare. Ma per un bel po' i Matarrese fecero orecchio da mercante, facendo la figura di chi entra in un ristorante, mangia a quattro ganasce e poi, prima che arriva il conto, si dà alla macchia.
Abbastanza inspiegabile fu, in ogni caso, la scelta del norvegese che, richiesto dal Celtic e da un sacco di altre squadre inglesi e tedesche di medio cabotaggio, optò per il Bari disperato dello scorso gennaio. Finito ingloriosamente il campionato coi galletti, comunque, Huseklepp si trovò di nuovo sul mercato. Ancora una volta tante le società che bussarono alla porta per averlo. E lui che fa? Sceglie il Portsmouth, società da tempo in crisi finanziaria militante nella serie cadetta inglese, al cui vertice societario si era da poco insediato il lituano Vladimir Antonov. Fine della storia? Magari. Il 24 novembre 2011 un mandato di cattura internazionale porta all'arresto del proprietario del Portsmouth, reo di aver causato la bancarotta di due banche lituane. La società inglese entra così in amministrazione controllata e di conseguenza Huseklepp, ancora una volta, è costretto a giocare senza percepire per mesi lo stipendio.
Lo prossima volta che devi cambiare squadra pensaci meglio, Erik. E che la fortuna ti assista.
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