labarisiamonoi Moderatore


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 | Oggetto: La quadratura del cerchio... Lun 20 Feb 2012, 09:24 | |
| Quella in corso rischia di essere la stagione dei rimpianti. Ah, se il Bari non avesse avuto i punti di penalizzazione. Ah, se non avesse buttato all'aria il bottino pieno contro Cittadella, Vicenza e Gubbio. Ah, se questo e se quest'altro. "Come mia madre diceva sempre, se mia nonna avesse le ruote, sarebbe una carrozza. Mia madre le ruote non le aveva, aveva le vene varicose", diceva il protagonista di un film di Woody Allen di un paio d'anni fa, sintetizzando così, con una battuta, l'inutilità di certi discorsi pieni di proposizioni ipotetiche. Eppure, è forte la tentazione di pensare che la stagione del Bari sarebbe potuta essere una cavalcata trionfale e invece rischia di essere un dignitoso trotto senza gloria. Al netto del probabile futuro rammarico, registriamo però che Torrente ha finalmente trovato la quadratura del cerchio. Dopo un giorno d'andata speso a cercare la formula magica come uno scienziato pazzo, il mister finalmente può oggi sfoggiare la propria bella scoperta, questo galletto di lotta e di governo. L'allenatore biancorosso finalmente ha le idee chiare. Il modulo ormai è sempre quello, 4-3-3 e poche storie. Contro Padova, Nocerina e Sassuolo, poi, ha mandato in campo sempre la stessa formazione; contro il Livorno, un unico cambio, forzato, Scavone al posto dell'indisponibile De Falco. Sembra di essere tornati ai tempi dell'Inter degli anni '60, quando qualsiasi calciofilo ne conosceva a memoria la formazione, che era sempre quella. Lamanna, Crescenzi e Borghese come Sarti, Burgnich e Facchetti. E d'altronde, chi li tocca più i fedelissimi? Quei tre davanti non li ammazza nessuno. Caputo segna e fa segnare, gioca di sciabola e di fioretto e poi duetta divinamente con Stoian e Forestieri. Sì, il rumeno è ancora un po' altalenante nel rendimento, ma in compenso Forestieri di sudamericano non mostra più solo la classe ma anche la garra, quel modo feroce di combattere su ogni pallone tipico dei calciatori nati vicino al Rio de la Plata. A centrocampo, poi, De Falco predica bene e Romizi razzola meglio, intanto che Bogliacino prende appunti prima di (lo spera Torrente) salire in cattedra. Nel frattempo crescono le quotazioni di Agostino Garofalo, uno che per una volta è il volto di copertina: non è ancora Sant' Agostino, non ha classe da vendere, ma è il volto operaio del Bari di oggi: generoso, anche se non sempre preciso, ricorda tanto un altro terzino operaio, quel Molinaro che, come tanti italiani nel dopoguerra, è andato a lavorare in Germania. Insomma cosa si può rimproverare a Torrente? Forse di essere arrivato alla formula magica troppo tardi. O forse, no, non è troppo tardi. In fondo, salvo nuove penalizzazioni, i play-off distano solo 6 punti. Sul ponte non sventola ancora bandiera bianca. [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] |
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