17.04.2012 - Tragedia Morosini. Antonio Balzano: “L’ho visto morire sotto i miei occhi

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Messaggio Da Ospite Mar 17 Apr - 13:58

Il giovane difensore bitontino del Pescara era in campo sabato scorso


Quando Piermario Morosini, calciatore giovane del Livorno, è crollato sull'erba dell'Adriatico di Pescara, ferito da un male oscuro e assassino, Antonio era lì.

"E' stato tremendo. Tremendo. Tremendo", la voce di Balzano è ancora incrinata dall'emozione.
Il ricordo doloroso ormai è incancelllabile. Lo smarrimento straziante. "L'ho visto morire sotto i miei occhi. Dio mio, aveva la mia stessa età, non lo conoscevo di persona, ma si sapeva che era un bravissimo ragazzo. Eppoi, aveva avuto una vita davvero sfortunata. Se ci penso, mi vengono
ancora i brividi. Siamo giovani di venticinque anni e da un momento all'altro può finire questa nostra avventura quaggiù. E' incredibile e assurdo
", l'esterno, che ha incantato il laconico boemo Zeman (e pure qualche società dell'Empireo caclistico), cerca ancora una risposta
a queste lame inchiodate nell'anima. "E' stata una tragedia. Come si possono dimenticare quegli attimi di angoscia infinita: Piermario che cade, si rialza e ricade. I soccorsi concitati, i medici che provano a rianimarlo, i compagni livornesi che piangono, nooi stessi in lacrime", Antonio scava nella memoria senza fatica, perchè l'abisso è ancora dentro di lui.

Il prato ha raccolto l'ultimo respiro del Moro. Quello scrigno verde che per quasi tutti quegli uomini in calzoncini è fatto di sogni e passioni, di tecnica e sentimento, di vita e, stavolta,
morte. "Noi abbiamo il dovere di andare a avanti, di continuare a giocare, in fondo credo che anche lui avrebbe voluto così", tremano ancora le parole di Antonio. Sì, forse l'esame autoptico ci dirà con certezza cosa ha cancellato l'esistenza di Morosini. Ma no sappiamo già che quando vedranno il suo piccolo grande cuore, ci troveranno tre ferite profonde - una madre, un padre, un fratello cucite con un filo rosso d'amore, quello di Annina. Che l'ha trovato bellissimo, al momento di riconoscerlo all'obitorio pescarese. Non poteva non esserlo, questo pedatore grandioso ed esemplare.

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Anonymous
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