14 gen - Il punto sulla B, Claudio Sottile: "Avellino e Reggina le sorprese. Il Bari?...

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Messaggio Da Ospite Mar 14 Gen - 14:21

...Una grave pecca la fuga di notizie. Defendi grande capitano, e complimenti a Paparesta..."
Il campionato di serie B è ancora fermo ai box. La ripresa, dopo la lunga sosta, si avrà il prossimo 24 gennaio, giorno in cui andrà in scena l'anticipo della prima giornata di ritorno tra Trapani-Padova.

In attesa, abbiamo voluto fare il punto sul torneo cadetto, e sul Bari Calcio, con il collega Claudio Sottile, nei ranghi dell’Associazione Italiana Calciatori dal febbraio 2012 e per la quale cura, tra le altre, l’area comunicativa legata proprio alla Serie B. Di seguito, il testo dell'intervista:

Chi, e perché, delle 22 squadre impegnate in Serie B ti ha maggiormente colpito, nel bene e nel male, durante la prima parte di stagione?

“Avellino e Reggina. Per gli irpini avevo immaginato un campionato da protagonisti. Tornavano in cadetteria con l’entusiasmo di una Prima Divisione dominata, supportati da un gruppo ormai rodato, puntellato in maniera opportuna e un allenatore con le stigmate del predestinato. Non mi aspettavo un’annata di retroguardia per la Reggina, peraltro in concomitanza del suo centenario. Ricorrenze a parte, nutrivo molta fiducia in Gianluca Atzori, un mister preparato ed equilibrato, e nei giovani amaranto puntellati dalle ‘chiocce’ Giuseppe Colucci e David Di Michele. Sarà arduo risalire la china, tuttavia i calabresi ci hanno già abituati a imprese sulla carta proibitive. La salvezza nella Serie A 2006/2007 con una penalizzazione di 11 lunghezze, c’era Walter Mazzarri sul ponte di comando, rimarrà una pietra miliare di tutto il nostro movimento calcistico”.

La classifica parla chiaro: Palermo ed Empoli destinare a salire in A, Reggina e, soprattutto, Juve Stabia apparentemente condannate già alla Lega Pro. Ma il campionato cadetto è davvero così scontato come sembra o, secondo te, il girone di ritorno, alla luce anche del calciomercato in corso, ci potrà regalare sorprese?

“È detto il torneo delle quattro stagioni però, concedetemi la battuta, non possiamo dire che sia una ‘pizza’. È tutto tranne che scontato o deciso. Il calciomercato poi è ancora in fiore, i valori sono fluidi e potrebbero cambiare. Anche se le trattative invernali una volta erano dette di riparazione, gennaio è più il tempo di mettere toppe che di cucire un abito su misura nuovo di zecca. Delle squadre da te citate, ritengo che salvo cataclismi il Palermo andrà in A per manifesta superiorità e la Juve Stabia retrocederà. Per il resto, complici i playoff allargati, può letteralmente succedere di tutto”.

Parliamo di Bari. Tanti gli argomenti di cui potremmo discutere. Optando per quello legato al campo, all'aspetto sportivo, in cosa credi debba crescere e migliorare la squadra? E poi, sui due tecnici: come giudichi la loro prima parte di stagione, consumata a singhiozzo e non senza polemiche?

“Decentrerei il punto d’osservazione e cambierei la domanda in ‘la squadra con un allenatore diverso occuperebbe una posizione migliore in graduatoria?’. E rispondo nì, perché la rosa ha sì mostrato limiti evidenti nell’amministrazione del risultato quando è in vantaggio, ma nel contempo si è cementata nelle difficoltà raccogliendo punti e consensi battendo, ad esempio, compagini del calibro di Palermo e Novara. E visto che un undici generalmente rispecchia il carattere del proprio condottiero... Per quanto non ci fossero bollicine da nouvelle cuisine, nel recente passato con Torrente si è vista una qualità di calcio superiore, per qualcosa d’inebriante bisogna risalire all’epoca Antonio Conte. Tornando alla stagione in corso, una pecca pesante è quella della fuga di notizie dallo spogliatoio, l’ultima in ordine di tempo legata alla lite tra il vice allenatore Nunzio Zavettieri e Alessandro Marotta. I panni sporchi si lavano e soprattutto si stendono in famiglia. Nello stesso tempo permettimi una divagazione di ‘scrivania’. Un plauso al club manager Gianluca Paparesta, che sta agendo sulla scia di galanteria, educazione e competenza di Claudio Garzelli”.

Non ti chiediamo di Galano. In questa prima parte di campionato il Bari ha attinto parecchio dal suo talento. I suoi gol, e le sue performance, hanno spesso fatto la differenza. Inutile parlarne, insomma. Fammi, però, un altro nome, uno su tutti: chi è stato, con e come Galano, il migliore tra i galletti nell'ultima parte del 2013?

“Dico Marino Defendi, uomo ovunque, capitano dentro e fuori dal campo. Sembra un abusato cliché ma non lo è. Ha finalmente compiuto il salto di qualità, tattico e tecnico, mentre sulle sue doti morali non ci sono mai stati dubbi. È giovane seppur non più giovanissimo, se continuasse così in un futuro prossimo potrebbe ritrovare la ribalta della Serie A. E poi aggiungo Daniele Sciaudone, per il peso specifico enorme del suo colpo di testa nell’angolino del ‘Piola’. Anche se può e deve dare di più, lui ne è conscio, nonostante la posizione in campo più arretrata del solito lo penalizzi non poco. In un’intervista che ha concesso al mensile ufficiale dell’AIC, ‘il Calciatore’, l’ho definito un tuttocampista. Qualora non si concretizzassero le trame di mercato che lo vorrebbero lontano da Bari, sarà il valore aggiunto nella corsa verso il mantenimento della B. È ormai un lusso per la categoria”.

Come se la passa l’Assocalciatori?

“Benone, e non lo dico per partigianeria, i risultati conseguiti sono sotto gli occhi di tutti. Il Presidente Damiano Tommasi non ha perso la vocazione da mediano e sta entrando in tackle sui problemi del calcio italiano. Il Direttore Organizzativo Fabio Poli, peraltro barese DOC, coadiuvato dai vertici associativi sta mettendo in piedi iniziative seguitissime in tutta Italia. Penso al corso ‘Facciamo la Formazione’ che si sta svolgendo proprio nel capoluogo pugliese. L’Associazione fa poche chiacchiere e molti fatti. Un esempio è il ritiro estivo per i calciatori senza contratto. Ne imbastisce due, a Coverciano e Novarello. Ho avuto l’onore di seguire il primo e ho visto la cura maniacale nei dettagli, dall’alimentazione al rettangolo di gioco, sotto l’attenta egida di Nicola Bosio. Non è un caso se il 90% dei partecipanti alla preparazione toscana e a quella piemontese abbia trovato squadra e quindi lavoro. Ma non ci si ferma certo qui”.
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Messaggio Da miii Mar 14 Gen - 18:21

speriamo che veramente qualcosa succeda ma io ho dei forti dubbi!!!cmq il duo comico che abbiamo in panchina neanche una squadra di eccelenza puo allenare!!!!

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