L’acquisto di grido del mercato invernale. Arrivato a Bari, a gennaio, in prestito dal Verona, Karim Laribi ha dimostrato, in pochi mesi, di avere colpi non comuni, per la categoria. Il ventinovenne milanese, che nella prima parte dell’annata, nei ranghi dell’Empoli, aveva deluso le aspettative, collezionando solo 13 presenze in campionato senza trovare la rete, in riva all’Adriatico sperava di ritrovare la verve che lo ha portato a calcare, in passato, con la maglia del Sassuolo, i campi della massima serie.
In effetti, la sua classe si è vista, anche se solo a sprazzi. Nel corso della stagione regolare, fino allo stop di marzo causa Covid-19, ha dato il suo contributo alla causa. In 9 partite giocate, 2 segnature ed altrettanti assist per i suoi compagni, ed un posto da titolare garantito. Il suo periodo migliore, a febbraio.Mese in cui ha collezionato tutte le sue giocate più belle. Due passaggi vincenti, che han propiziato il pareggio di Monopoli. Una punizione splendida, con la quale ha aperto le marcature, al “S. Nicola”, contro il Picerno. E la rete capolavoro, da fuori area, a Terni.
La nota dolente della sua esperienza barese è stata senza dubbio la finale playoff. Nelle prime partite ad eliminazione diretta, infatti, la sua presenza si era notata. Un suo tiro, respinto dal portiere, ha causato il rigore trasformato da Antenucci nella gara casalinga con Vantaggiato e compagni, e nella successiva sfida alla Carrarese ha battuto il corner dal quale è scaturito il gol di Di Cesare.
Con la Reggiana, purtroppo, il talento italo-tunisino ha inciso meno, pur cercando con insistenza la giocata risolutiva. Nulla da fare, il Bari è condannato ad un'altra stagione in Lega Pro. Gli scaligeri, proprietari del suo cartellino, non paiono avere necessità di un suo ritorno. Al club di De Laurentiis l’arduo compito di convincerlo a restare in biancorosso, per tentare, di nuovo, la scalata verso la serie
B.