Massimo Longo :La metafora del salto sul carro dei vincitori

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Messaggio Da Colins Mar 12 Ott - 19:27

La metafora del salto sul carro dei vincitori

Di saltare si doveva, si deve, e si dovrà saltare. Sempre. E’ nel DNA della gente fallita che, sotto un ebete sorriso, o dopo aver tentato di destabilizzare l'ambiente, dopo averne dette tante ai De Laurentiis, comincia a pendere dalle loro labbra, causa di forza maggiore e dei tornaconti personali finiti da tempo. E la storia ne è piena di esempi, sin dai tempi di Porsenna, passando per Augusto e Alcibiade e finendo ai tempi nostri. Si scende dal carro e si sale su un altro come quando si cambiano i treni per le coincidenze.

Due anni passati silenziosamente tra certezze ed incertezze per una squadra di calcio che, tra mille difficoltà - non ultima una marcata diffidenza -, ha cercato di proseguire nella sua difficile corsa tra i professionisti, corsa assicurata, volenti o nolenti, dalla famiglia della Filmauro, al cospetto della tifoseria tra le più bastonate ancora grondanti ferite sanguinanti e anche tra le più tolleranti e civili del mondo anche se, relativamente a pochi ma noti, un po' buffi e cialtroni.

E proprio in questi interstizi che nascono come i funghi personaggi strambi che, non sapendo come sbarcare il lunario e come avere un po’ di visibilità, si concedono a 360 gradi al potente di turno salvo, poi, prenderne le distanze a causa dei privilegi, dei favori, dei biglietti omaggio, delle notizie in anteprima da mettere in piazza nel proprio forum, venuti meno e salvo, ancora, tentare goffamente di risalirne perché le cose, miracolosamente, cominciano ad andar bene e non possono negare l'evidenza.

Appaiono, queste mezze calzette, come soldatini, in tutto il loro splendore butolinizzato camminando in avanscoperta dopo anni di tirocinio servile di materia adulatoria andando allo sbaraglio con l’arma dell'arroganza e della critica a prescindere cercando l'ago nel pagliaio per poter sbraitare sul web, ma abili anche nel servilismo quando si sale sul carro, mettendosi persino a rischio figuracce davanti all'opinione pubblica. Ma costoro, pur di salire sul carro, se ne fregano di tutto e di tutti. Insomma per dirla in breve “hanno la faccia come il culo” parafrasando un celebre titolo del settimanale in voga negli anni 80-90 “Cuore” che si rivolgeva a certi politici.
Solidarietà infinita ed un abbraccio per costoro: da qualche giorno se ne stanno accorgendo tutti. Spiace molto per questi, costretti a tornare a mostrarsi timidamente servili davanti al potente di turno per salire sul carro dei vincitori trainato da altri condottieri.

E in questo contesto si è assistito a levate di scudi da parte di personaggi sempre in prima linea per vendersi al potente di turno e, dunque, in cerca di un estremo raggio di visibilità che, pian piano, si sta appannando, o da parte di personaggi abili a scendere dal carro dei perdenti e a salire sul carro dei vincitori, personaggi che si son divertiti a selezionare rigorosamente utenti tifosi a seconda se la pensavano come costoro o meno, vomitando frustrazioni personali, badando al proprio orticello della visibilità, mostrandosi, come paraculi, amici di tutti i pretendenti perché non si sa mai.

E’ una brutta “razza” questa, un sottobosco di funghi e licheni nati dall'umidità di questi tempi che, per scopi personali, fanno di tutto per screditare la società, magari uscendo fuori dalle tane dopo una sconfitta per sproloquiare bestialità o dopo una gara sotto tono, e tornare nella tana della vergogna quando il Bari va bene.

Li si possono trovare a Bari e, soprattutto, sotto forma di indefessi smanettatori su quei vomitatoi ed insultifici che sono i social e i forum, abili amanuensi del “nulla re” e del nulla maieutico che si sforzano nel sembrare neutrali ma che, in realtà, sono palesemente adulatori o criticoni a seconda dei tempi, campioni olimpici dell'ipocrisia morale, mezze calzette tastieristiche, webbaioli che, proprio, non riescono a stare senza riflettori, vestiti di paillettes, personaggi cicaleggianti da talk show, pettegoli e menzogneri che squittiscono ad ogni negatività (poche, per fortuna) e che, al primo raggio di sole, pian piano scendono dal carro allentato senza cavalli a traino intravedendone uno nuovo, quello dei vincitori.

Tutti improvvisamente neo laureati nelle Università locali dell'arroganza, del sarcasmo perduto, della sciocca insinuazione, della permalosità, dell'insulto e delle minacce, o praticanti improvvisati dei dottorati di diritto societario ma in perenne lotta col congiuntivo e con la perifrastica elementare, capaci solo di sputare odio e rancore verso la società cercando, goffamente, di accattivarsi la tifoseria o verso chi li ha beccati con "le mani nella marmellata" nel loro doppiogiochismo, e avvolti in una cupola come massoni carbonari. Tutti intenti a preparare la puntuale, ed inevitabile, discesa dal carro dei perdenti per salire su quello dei vincitori col colbacco in testa.

E in questo contesto dove la stampa maledettamente (per loro) equilibrata sembra essere il bersaglio preferito di questi personaggi servili che, probabilmente, han dimenticato come si fa l’amore con le proprie donne pur di rimanere attaccati al carro, che si circondano solo da adepti nullafacenti tendenzialmente scemi e, politicamente poco pratici ma, nel dubbio, vicini agli ambienti di destra o giù di lì, badando bene a bannare tutti quanti la pensano diversamente da loro (bella prova di maturità e di pluralismo, insomma, complimenti), già si intravedono all’orizzonte inquietanti adulatori pronti al salto. Sembrano vivere, mutuando Guccini, dentro ai propri egoismi travestiti da sofismi dove ognuno costruisce il suo “sistema” fatto di rancori irrazionali, di cosmi personali, scordando che poi tutti avranno (avremo) tutti due metri di terreno…
Fanno, naturalmente, eccezioni quei pochi che, civilmente e convintamente, con motivazioni e argomentazioni valide e rispettabili, hanno criticato - e continuano a criticare - la società pur senza essere affetti da clientelismo, che non hanno tornaconti personali, o senza scendere o salire sul carro. Pochi, ma ce ne sono e a loro va tutto il rispetto possibile.

Bari è una piazza capace d'amore ma capace anche di morte, oltre che di altre sciocchezze e in questa precarietà dove all’orizzonte c’è il paradiso, è molto facile imbattersi in questi ridicoli personaggi abili saltatori.

La difficoltà non sta tanto nel salirci, quanto nello scegliere il momento perfetto per scendere, in modo da non rimetterci faccia, carriera ed immagine. Insomma una pratica sconsigliata a chi soffre di lealtà, coraggio e coerenza.

Sindrome narcisistica della personalità e sindrome dei privilegi perduti: queste le loro patologie gravi ed invalidanti. I talebani son così, c'è niente da fare.
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Messaggio Da SABVANBARI Mar 12 Ott - 20:45

tra questi ci sono quelli che: "angor dret o bar vai?" che pensano solo alle strisciate...
per poi venire allo stadio quando si li li x vincere il campionato... Massimo Longo :La metafora del salto sul carro dei vincitori 2877548105
caro Massimo ... come sempre bravissimo nello spiegare le cose con eleganza e massima comprensibilità dei concetti .... sempre felice di leggerti
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Messaggio Da Londinese Mar 12 Ott - 22:34

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Messaggio Da Nick il Rosso Mer 13 Ott - 8:29

@SABVANBARI ha scritto:tra questi ci sono quelli che: "angor dret o bar vai?" che pensano solo alle strisciate...
per poi venire allo stadio quando si li li x vincere il campionato... Massimo Longo :La metafora del salto sul carro dei vincitori 2877548105
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Non capisco ancora cosa ci guadagnano questi criticoni gufi incoerenti e incostanti? Fanno così sempre nella vita. Citando Sciascia, per me sono solo Quaqquaraqquá!
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Messaggio Da SABVANBARI Mer 13 Ott - 8:45

@Nick il Rosso ha scritto:
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Messaggio Da Forlì.Bari Mer 13 Ott - 8:49

@SABVANBARI ha scritto:
@Nick il Rosso ha scritto:
@SABVANBARI ha scritto:tra questi ci sono quelli che: "angor dret o bar vai?" che pensano solo alle strisciate...
per poi venire allo stadio quando si li li x vincere il campionato... Massimo Longo :La metafora del salto sul carro dei vincitori 2877548105
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D'accordo.
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Messaggio Da giuseppe79 Mer 13 Ott - 12:31

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Messaggio Da colino e marietta Mer 13 Ott - 13:23

@SABVANBARI ha scritto:
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dici bene Sab......e proprio in questo maledetto periodo ne stiamo vedendo di esempi......cattivi esempi!
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Messaggio Da colino e marietta Mer 13 Ott - 13:33

bell'articolo Massimo, soprattutto perché l'hai scritto in questo momento quando, purtroppo, il traguardo è ancora lontano, quando tutto è ancora da raggiungere e per farlo serve il cuore dei Baresi, di quelli che quando intonano "c'ero, ci sono e ci sarò" lo fanno con le lacrime agli occhi perché è ciò che hanno dentro da sempre e non perché lo richiede la moda del momento.
Ma quando in primavera saranno in tanti a salire su quel carro, nessuno gli dirà di scendere o li sbatterà giù come meriterebbero, perché anche in questo siamo Baresi gente dal cuore grande sempre pronti a perdonare!
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Messaggio Da Cristiano Ven 15 Ott - 16:18

Gli intrufolati sul carro ci sono stati , ci sono , e ci saranno,  purtroppo è una realtà , però io li vedo come chi non è capace di AMARE dedicandosi alla propria donna ai propri affetti e cercano emozioni fuori dal loro ambito, io li definisco uomini di M.... permettetemi il termine, perchè non sono capaci di risolvere le conflittualità, ed il modo più semplice è fuggire, evadere, lasciandosi le problematiche alle spalle, invece quando uno ha degli ideali è nelle difficoltà che aumenta i propri sforzi per sconfiggerli.................FORZA BARI SEMPRE Massimo Longo :La metafora del salto sul carro dei vincitori 581151
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Messaggio Da SABVANBARI Ven 15 Ott - 21:21

@Cristiano ha scritto:Gli intrufolati sul carro ci sono stati , ci sono , e ci saranno,  purtroppo è una realtà , però io li vedo come chi non è capace di AMARE dedicandosi alla propria donna ai propri affetti e cercano emozioni fuori dal loro ambito, io li definisco uomini di M.... permettetemi il termine, perchè non sono capaci di risolvere le conflittualità, ed il modo più semplice è fuggire, evadere, lasciandosi le problematiche alle spalle, invece quando uno ha degli ideali è nelle difficoltà che aumenta i propri sforzi per sconfiggerli.................FORZA BARI SEMPRE Massimo Longo :La metafora del salto sul carro dei vincitori 581151
eccezione concessa ... diciamo che la M.... se la meritano ampiamente
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