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    8-8-23 Massimo Longo sul suo profilo Facebook

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    Messaggio Da SABVANBARI Mar 8 Ago - 15:09

    E' che da ieri sera, sul tardi, quando mi è giunta notizia della quasi certezza dell'arrivo del portiere Brenno e di Edjouma, e forse anche di Diaw (perchè arriveranno, salvo clamorosi sviluppi che comunque escluderei), che mi sento ridondare come un disco la domanda che posi al presidente in fase di conferenza stampa allorquando gli dissi che in società ci si fosse resi conto dell'aver fatto fuori la colonna portante che, nel bene o nel male, ci aveva condotti a 90 secondi dalla A, chiedendogli, conseguentemente, se fosse previsto il ricollocamento di nuove risorse umane pronte a non far rimpiangere i tifosi e con quali risorse economiche considerando la loro oculata gestione. E lui – ricorderete - un po' stizzito e non senza nervosismo, mi rispose quasi smontando parola per parola ciò che gli chiesi risultando poco convincente almeno a sentirlo.
    Ecco, da ieri sera è come se il presidente mi avesse risposto coi fatti. Ed io, da uomo e da giornalista umile quale sono (difetto che mi ha tarpato le ali nel giornalismo, ma non fa nulla), mi sono idealmente cosparso il capo di cenere.

    Saranno contenti, dunque, i tifosi che non fanno altro che criticare le mosse dei De Laurentiis vomitando veleno, bile, rancori e odi. Il Bari, con con queste entrate, ha praticamente investito tutti i proventi della vendita di Caprile, coi 500 mila euro per il rumeno, con altri 500 mila euro per il portiere brasiliano, con gli ingaggi dei due più quello di Diaw che arriverà in prestito, il riscatto di due milioni per Brenno, un altro milione per quello di Edjouma, con gli stipendi, insomma siamo a quai sei milioni, mica quisquilie, ma si sa, certi tifosi avranno sempre da dire qualcosa perché a loro non sta bene mai nulla.
    E spendono poco e vogliono che spendano tanto, e spendono cinque e si lamentano perché vogliono che ne spendano dieci, e spendono venti e vogliono che ne spendano cinquanta, e spendono cento e si lamentano perché vogliono che ne spendano duecento. A Bari è così, sono curiosi e farlocchi assai certi tifosi.
    A Bari si pretendono giocatori di nome, non sconosciuti salvo poi ricredersi come accaduto lo scorso anno con Benedetti, Folorusnho (in vero preso tre anni fa dalla Virtus Francavilla e arrivato a Bari con la solita, puntuale, dose di diffidenza), Caprile e lo stesso Cheddira: alzi la mano chi conosceva questi giocatori prima che approdassero a Bari. Non la alzerà nessuno, ve lo dico io.

    E se i tifosi, o quanto meno quelli più irriducibilmente diffidenti, misurano le ambizioni in base al portafoglio delle cui spese ho parlato poco più su, posso dire con assoluta certezza che, volenti o nolenti, il Bari si candida di diritto a squadra favorita per la promozione dal momento che solo il Palermo sembra aver speso un po' di più, Palermo che, tra l'altro, è appena il caso di precisare, si è rinforzato fino a un certo punto visto che i nuovi arrivi rispondono nientepopodimeno ai nomi di Insigne, il fratellino meno dotato del più celebre Lorenzo, sicuramente non un attaccante da doppia cifra e che non ha mai superato gli otto gol a campionato, anzi non superando spesso nemmeno i cinque, il quasi quarantenne Lucioni (meglio Di Cesare, molto meglio), Vasic, prelevato dalla Basilica di Sant'Antonio da Padova, mica dalla A o dalla B (mi ricorda Botta preso dalla C ed il suo rendimento, non so, a pelle), Mancuso in rigoroso prestito dal Monza, formula che tanto fa incazzare i tifosi baresi. Insomma se per qualcuno questi sono rinforzi di una squadra ricca sfondata dalla matrice reale britannica devota a Re Carlo I° che ambisce ad arrivare prima in classifica... Poi, ci mancherebbe, tutto è possibile, anche che il Lecco, a sorpresa, sbaragli tutte le squadre, un po' come stava riuscendo al Sudtirol lo scorso anno. Nel calcio tutto è possibile.
    Qui a Bari vogliono i giocatori subito, vogliono che la rosa si componga il primo luglio, ma anche il 31 maggio, fosse per loro (manco nel ritiro), si lamentano perché “è tardi”, perché “le altre si sono rinforzate, il Bari ha preso due ragazzini in prestito e svincolati”, “la succursale del Napoli”, (unici veri tifosi a meritare rispetto perché la multiproprietà non sta simpatica nemmeno a me ma, almeno per tornare tra i grandi, è uno status inevitabile, che se ne facciano una ragione tutti), “basta con questa sceneggiata napoletana!”, vogliono sapere tutto, i particolari, vogliono contare i peli di Polito, quelli di De Laurentiis, quelli di Brenno, voglio sapere quanto è costato un giocatore ad cifram, a quanto ammonteranno gli emolumenti, quanto ammonta il prestito oneroso, a quanto il riscatto ed il contro-riscatto, se ci saranno benefit così da inzupparci il pane nei vari social avversi alla società perché questi tifosi sono come i lettori di Novella 2000 e non sanno che siamo di fronte ad una società privata verso cui è buona norma farsi gli affari propri non essendo davanti ad una azienda pubblica.
    Qui si vive in funzione di queste cose, dei pettegolezzi, delle mezze frasi su cui costruire menzogne, falsità, considerazioni affrettate tali da diventare vangelo e i tanti goggioni che, poi, ci credono. Certi tifosi sono come i celebri paparazzi della Dolce Vita di Via Veneto, a Roma, degli anni 50. Meno male che i De Laurentiis non vi ascoltano, così come a Napoli. Loro vanno avanti per la loro strada.
    Del resto a Napoli agiscono in ugual maniera. Chi conosceva Kvaratskhelia e Kim? Poi hanno vinto lo scudetto per giunta disfacendosi dei pezzi migliori nel corso degli ultimi due-tre anni. E adesso, addirittura, hanno preso pure un altro, tale Natan, classe 2001 del Red Bull Bragantino, mica del Real Madrid o del Bayern che andrà a sostituire Kim, e scommettici pure che sarà un successo. Poi, udite udite, hanno preso Gollini dall'Atalanta (forse l'unico conosciuto), Caprile, Contini dalla Reggina, Costanzo dalla Pro Vercelli, Zanoli dalla Sampdoria, Folorunsho, Saco dalla Pro Vercelli, Cioffi dal Pontedera e Mezzoni dall'Ancona. Insomma “nomi” di grido, non c'è che dire. Coi conti in ordine e senza debiti. Con buona pace dei detrattori di professione e dei tifosi delle strisciate che non sopportano l'idea che il Napoli coi conti in ordine e senza svenarsi ha vinto lo scudetto e partecipa da 16 anni alla Champions arrivando spesso anche nelle fasi finali, mentre le loro povere squadre, indebitate di oltre un miliardo e mezzo, non vincono nulla, un'onta da lavare col sangue (virtuale, si intende, con quello della vendetta verbale).
    Che poi, intendiamoci, se dovessi trovare spunti meritori di critica non mi tirerò indietro come ho dimostrato. Che nessuno mi dia del filo societario inteso come “cliens” romano, non ho mai portato borse, nè mai le porterò a nessuno contrariamente ad altri sedicenti tifosi per convenienza. Io non ricevo nulla dalla società, se mi permetto di parlarne bene è solo perché, come ho sempre detto, intravedo in loro i soli imprenditori capaci di farci tornare nel calcio che conta, ed anzi a spingerci dove non siamo mai stati, magari dopo un fisiologico passaggio di consegne, si spera nelle mani di altrettanto capaci e facoltosi imprenditori e non in quelle dell'imprenditoruncolo di Via Trevisani che ha la carrozzeria o il distributore diesel di Corso Mazzini, o del coltivatore di mandorle o di farina di Toritto che, presentandosi come potenzialmente “ricco”, elargisce favori, biglietti e notizie urbi et orbi, sistema figli, cugini, nipoti, mogli, comare e parenti di politici in società o come consulenti esterni (fotografi, avvocati, marketing, comunicazione, videomaker) e che non investe nulla e, magari, tenta la scalata politica ingraziandosi le istituzioni ed il “palazzo” e poi, perché no, giacché ci siamo, riportandoci in fallimento. Del resto ne abbiamo di illustri predecessori.
    Certo, è presto tirare linee, nessuno di noi – a cominciare da me – può affermare che questi tre (e gli altri che arriveranno) sono dei fuoriclasse, magari saranno dei bidoni, chi lo sa, ma credo che di Polito ci si possa fidare, credo che abbia dimostrato di che pasta è fatto. Certo, sul portiere, consentitemi, ho qualche riserva per la quale mi domando se è possibile che in Italia, patria notoria dei portieri riconosciuta nel mondo, non ci sia nessuno più bravo di Brenno del Brasile? Ma può darsi che mi sbagli e che i fatti mi daranno torto, me lo auguro. Del resto, come vado dicendo da un anno, mi pare che il solo Di Gennaro sia stato uno dei pochi veri errori del DS peraltro commesso in buona fede. Schiedler non lo considero come Di Gennaro, preferisco attendere tempi migliori anche se, inutile nasconderlo, fino adesso ha deluso, e poi per Di Gennaro parlava il curriculum e da lui c'era da attendersi molto, moltissimo, ed invece sappiamo tutti come ha reso. Schiedler era un'incognita tutta da decifrare e lo è tutt'ora. Ne ha preso altri, come dire, che non hanno fatto la differenza (penso a Benali e a Molina) ma se non altro non erano bidoni, anzi hanno contribuito ad ottenere più punti del girone di andata chechè se ne dica. E andateglielo a contestare a Polito, andate, andate, vedrete cosa vi risponde. Per la verità, chi mi legge lo sa, li ho criticati anche io nel corso del girone di ritorno, però la realtà, la resa, sono altre.
    Che facciamo, continuiamo a criticare la società? Continuiamo ad incazzarci perché la società mette a segno colpi eco-finanziari-sostenibili piuttosto che colpi senza badare a spese col rischio di fallire prima o poi? Che poi, sapete che vi dico, con tutta sincerità? Mo' ve lo dico. che lo tengo "qua", sullo stomaco: per favore, siccome sono anche tifoso del Bari e spero tanto che si torni in serie A e che si faccia qualche puntatina in Europa prima o poi (naturalmente non coi De Laurentiis ma con chi prenderà il loro posto), continuate pure a criticarli ad mentula canis, continuate pure a travasare bile dal fegato e dalla cistifellea e se ci riuscite anche dalla prostata eventualmente, continuate a disertare, a non fare abbonamenti, a vomitare veleno, odi, rancori personali, tanto l'evidenza dice che quando lo fate, quando vi comportate così portate bene, portate fortuna. State lontano dal Bari, non fate l'abbonamento, tifate per la Fermana o per l'Albinoleffe, continuate a struggervi per il fatto che De Laurentiis non spende come vorreste. Per favore, continuate pure. Il Bari è roba seria, mica un giocattolino lego.
    Cerchiamo di muovere critiche ai De Laurentiis, cosa a cui non mi tiro indietro, per i “fatti”, per i “risultati” e non in base ai vostri rancori e mal di pancia. I “fatti”, lo ripeto per la centesima volta, sono quelli che in 5 anni, partendo da zero, anzi da sottozero, e non con la pappina più o meno pronta, con una campagna acquisti eco-sostenibile, hanno centrato due promozioni sin da aprile con tre-quattro giornate di anticipo, ne hanno sfiorate altre due e hanno ottenuto un quarto di finale nei playoff con Romairone che ovunque è andato è retrocesso o quasi. La Triestina si è salvata al 95' del playout col Piacenza altrimenti sarebbe retrocessa. E arrivare al quarto di finale con Sabbione, Lollo, Semenzato, Ciofani tutti della Triestina e, aggiungiamoci, Auteri, se permettete, è un ottimo obiettivo raggiunto. Di cosa vogliamo criticarli ancora? Forse mi manca qualche spunto. Mi sarà sfuggito. Ah, già, dimenticavo della sciarpa del Napoli al collo al San Paolo o alle uova di Pasqua appuzzolenti o ai bambini di scuola non fatti entrare alla finale dopo averli fatti entrare gratis per 38 volte dando così la possibilità a 1000 tifosi baresi reseidenti altrove, provincia, regione, nazione, Europa, mondo, di poter assistere alla partita. E si, in effetti questi sono spunti decisamente importanti e gravi, meritevoli di forte e dura critica. Mentre della maglietta personalizzata di Forza Italia con tanto di nome dietro consegnata a Berlusconi da Matarrese si deve tacere. Così come l'uso, anzi l'abuso, della società per entrare in politica e nelle grazie del "palazzo". E si, queste sono quisquille. Volete mettere, davvero, cinque anni da favola dopo una mazzata forte del fallimento, con la giusta critica sulla puzza delle uova di Pasqua? Non c'è partita. Uova di Pasqua appuzzolenti tutta la vita. De Laurentiis via da Bari per le uova di Pasqua!

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    Messaggio Da SABVANBARI Mar 8 Ago - 15:10

    come nel suo stile il nostro amico Massimo Longo

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